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Una frase al giorno...
Il grand'uomo ha due cuori:
l'uno sanguina,l'altro sopporta

-Kahlil Gibran


________________
DISCLAIMER
________________

IL PROVERBIO DEL MESE:

DICEMBRE

"Dicembre gelato

non va disprezzato"

NOVEMBRE

"Novembre va in montangna

e abbacchia la castagna"

OTTOBRE

"Ottobre piovoso,

campo prosperoso."

SETTEMBRE

"Aria settembrina fresco la sera

e fresco la mattina."

AGOSTO

"La prima pioggia di agosto

rinfresca il bosco"

LUGLIO
"Luglio soleggiato, vino a

buon mercato"

GIUGNO

"Giugno la falce in pugno"

MAGGIO

"Chi pota di maggio e zappa di agosto

non raccoglie né pane né mosto"
APRILE
"Aprile carciofaio,maggio cilegiaio"

MARZO

"Chi nel marzo non pota la sua vigna,

perde la vendemmia" 

FEBBRAIO

"Non c'è carnevale senza

luna di Febbraio"

GENNAIO

"Gennaio rigoroso anno felice"

UN FRUTTO AL MESE:

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

 

SETTEMBRE

AGOSTO

LUGLIO

GIUGNO

MAGGIO

APRILE

MARZO

FEBBRAIO

GENNAIO

UN FIORE AL MESE:

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

SETTEMBRE

AGOSTO

LUGLIO

GIUGNO

MAGGIO

APRILE


MARZO

 

FEBBRAIO


GENNAIO

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

SETTEMBRE

AGOSTO

 

LUGLIO

 

 

 

 

 

 

GIUGNO

MAGGIO

APRILE

MARZO

SCIENZA
Ecco che cosa succede se guardi troppo il cellulare
22 novembre 2014

Chiudete Whatsapp: il tempo speso con la testa china sullo smartphone impone uno stress cervicale di entità impressionante. Come se camminaste con un macigno sul collo. 

Le varie inclinazioni del capo associate al carico imposto alla colonna vertebrale.

La dipendenza da social media non nuoce soltanto alla produttività. È deleteria anche per il collo: restare con lo sguardo incollato al cellulare può imprimere al tratto cervicale della colonna vertebrale un carico di 27 chili di pressione, il peso di un bambino di 7-8 anni. Lo sostiene uno studio di Kenneth Hansraj, primario di chirurgia spinale presso il New York Spine Surgery and Rehabilitation Medicine.

MOLTISSIMO TEMPO. In media, si legge nel paper, trascorriamo dalle 2 alle 4 ore al giorno con la testa china sullo smartphone, per scrivere, leggere o giocare. In un anno, fanno 700-1400 ore di stress cervicale, che diventano 5 mila nel caso di soggetti particolarmente a rischio, che trascorrono molto tempo al cellulare o chini sui libri (pensiamo agli adolescenti). Nel corso del tempo, quest'abitudine impone una posizione curva in avanti che può finire per lesionare la spina dorsale.

 

SEMPRE PEGGIO. Il peso imposto al collo dipende dall'inclinazione del capo assunta, come si vede dal disegno. Un'angolazione di 15 gradi equivale a 12 chili di sofferenza; 30 gradi a 18 chili, 45 gradi a 22 chili.

 

TESTA ALTA, SCHIENA DRITTA. Hansraj riconosce che non è possibile evitare l'utilizzo delle nuove tecnologie. Ma si possono prevenire i danni alla colonna mantenendo una posizione corretta del capo, con le orecchie allineate alle spalle. E - aggiungiamo - facendo alcuni semplici esercizi per alleviare i dolori e rilassare il collo.(focus.it)

SCIENZA
Scienza: Una proteina del latte contro la "mozzarella blu"
19 ottobre 2014

 Mai più mozzarella blu. I ricercatori dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari (Ispa-Cnr) hanno dimostrato che la colorazione anomala del formaggio è dovuta alla presenza dell’indigoidina, un pigmento prodotto dai ceppi batterici di Pseudomonas fluorescens, e hanno realizzato un metodo per inibire la sintesi di questa molecola. Lo studio, condotto in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta, è stato pubblicato sulla rivista americana Food Microbiology.

“Fino ad oggi sapevamo che la colorazione anomala della mozzarella era associata ad unamiscela di pigmenti prodotti dai due ceppi batterici P. fluorescens e P.libanensis”, spiega Leonardo Caputo dell’Ispa-Cnr. “Il nostro lavoro haconsentito di capire che è l’indigoidina prodotta dai ceppi batterici di P.fluorescens il pigmento responsabile della colorazione blu della mozzarella. Il pigmento è stato estratto direttamente dalla mozzarella contaminata ed analizzato con metodologie avanzate di spettrometria di massa”. 

I ricercatori hannocosì messo a punto un metodo innovativo per inibire la sintesi di questamolecola da parte dei batteri pigmentanti e proteolitici. “Poiché l’uso degli antibiotici è vietato nel settore alimentare abbiamo scelto di utilizzare peptidi derivati della lattoferrina, proteina del latte, presente normalmente negli integratori e nei prodotti per l’infanzia. Aggiungendo tale derivato al liquido di conservazione della mozzarella siamo riusciti ad inibire la crescita batterica e quindi lo sviluppo del pigmento blu, allungando la shelf-life del prodotto in frigoconservazione”, continua Caputo. “Adesso stiamo cercando diindividuare i fattori che promuovono l’aumento delle popolazioni alterative di P.fluorescens nel microbiota della mozzarella e comprendere i meccanismi mediantei quali i peptidi antimicrobici derivati dalla lattoferrina rallentano lacrescita batterica e inibiscono la produzione di indigoidina”.

Questo lavoro èstato premiato per l’originalità e lo spessore scientifico dall’Associazioneitaliana tecnici del latte in occasione del 4° Congresso lattiero-caseariotenutosi a Padova di recente. I risultati ottenuti dai ricercatoridell’Ispa-Cnr di Bari rivestono un’importanza strategica nel settorelattiero-caseario e potranno contribuire in futuro a migliorare la tecnica diproduzione e conservazione di questo formaggio italiano famoso in tutto ilmondo.(fonte LeScienze)

POLITICA
L’Onu approva il primo trattato sul commercio di armi
2 aprile 2013











Attivisti di Amnesty International manifestano a Washington per l’approvazione del trattato sulle armi. (Nicole Sakin, Afp)

L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato per la prima volta nella storia un trattato sul commercio delle armi. L’assemblea ha votato il provvedimento con 154 voti a favore e tre contrari e 23 astenuti. Si stima che il commercio globale di armi muova un giro d’affari di 80 miliardi di dollari.

I paesi sottoscriveranno il trattato da giugno. Siria, Corea del Nord e Iran hanno votato contro la risoluzione, mentre Russia e Cina si sono astenute.

La scorsa settimana proprio questi paesi (Siria, Corea del Nord, Iran, Russia e Cina) avevano fatto naufragare le trattative e avevano bloccato l’adozione del trattato per consenso.

Nuove regole. Il trattato non si occupa dell’uso privato delle armi, ma obbliga i diversi paesi a regolamentare l’uso e le esportazioni delle cosiddette armi convenzionali: carri armati, aerei da guerra, veicoli da combattimento, artiglieria, elicotteri, navi da guerra, missili, razzi a lunga gittata, ma anche armi leggere come fucili, pistole e munizioni.

Inoltre si dovranno imporre ai costruttori di materiale bellico delle regole. Il trattato proibisce di violare l’embargo internazionale e di vendere armi a paesi che potrebbero usarle per crimini contro l’umanità e di guerra o a soggetti che potrebbero usarle contro i civili o costruzioni come case, ospedali e scuole.

Ogni paese dovrà valutare se le armi saranno usate per violare il i diritti umani, o se potrebbero essere usate da gruppi terroristici o dal crimine organizzato.

Il trattato prevede che vengano messe in campo anche delle misure per combattere il mercato illegale di armi.

La ratifica del trattato da parte di tutti gli stati dovrebbe avvenire entro i prossimi due anni.

Secondo un dossier di Archivio disarmo nel 2011 i principali esportatori di armi nel mondo erano gli Stati Uniti, seguiti da Russia e Germania.












                (fonte internazionale.it)


CULTURA
La matita dimenticata
27 luglio 2012

In Niger le campagne per scolarizzare l’infanzia hanno girato a vuoto finché un’operatrice non ha scoperto che i bambini sono forniti di libri e quaderni, ma c’è solo una matita ogni trenta alunni. Trascurare dettagli come questo spesso fa fallire i piani di alfabetizzazione. La World literacy foundation, crea­ta da privati nel 2003 con sede a Melbourne, ha tenuto a Oxford (dal 1 al 4 aprile) il primo World literacy summit.

Obiettivo: raccogliere non gli esperti di chiara fama delle organizzazioni internazionali, ma la miriade di piccole sentinelle impegnate sul campo nella lotta all’analfabetismo nei singoli paesi. Ai partecipanti al summit la questione finanziaria non è apparsa centrale tanto quanto l’individuare i punti di debolezza e forza delle iniziative in corso. E per far questo occorre analizzare da presso che cosa succede o non succede.

Dall’analisi delle esperienze concrete sono venute anche indicazioni generali. Gli organizzatori hanno proposto ai partecipanti una declaration. Vi si definiva l’alfabetismo come capacità di lettura, scrittura, computo ed espressione orale. I partecipanti l’hanno modificata e hanno aggiunto come abilità minime “visual communication, digital technology, critical thinking, speaking and listening”. Ciò viene incontro a chi sostiene da tempo che anche la prima educazione al linguaggio richiede un orizzonte semiotico ed esige oggi il controllo del digitale e, più che mai, lo sviluppo delle capacità d’ascolto e di pensiero critico.(di T.De Mauro,Internazionale.it)

CULTURA
Sfatato un mito, per la linea un calice di vino meglio di uno spritz di troppo
27 giugno 2012

Calorico? Neanche per sogno. Chi dice che il vino fa ingrassare, e magari durante l'happy hour si fa tentare da un cocktail di troppo, commette un grave errore, perché “gli spritz e i cocktail ingrassano sostanzialmente di più, in quanto più ricchi di zuccheri del vino”. Parola di Luca Maroni, enologo di fama e appassionato divulgatore delle qualità del vino, oltre che ideatore di SensofWine, acclamata kermesse enologica che dal 2005 ad oggi, in sette edizioni, ha registrato oltre 80mila visitatori e stappato oltre 10mila bottiglie (si replica a Roma dal 26 al 29 gennaio - Palazzo dei Congressi dell’Eur). 

 

Il pregiudizio “più forte è quello riassunto dalla nefasta equazione vino uguale alcol - continua Maroni -, mentre il vino è alcol solo per il 10-13%”. Anche il terrore che il vino faccia mettere peso cade se si guarda la moda del momento, l’happy hour: “I vini bianchi, i rosati e i rossi tendono infatti ad essere privi di zuccheri residui e comunque a non superare la soglia dei 3-5 grammi per litro - ricorda ancora l’esperto - contro i 100-120 grammi di zuccheri per litro degli spritz e dei cocktail o delle bevande analcoliche, ma dolcificate”. Tra l’altro, a differenza di altri alcolici, bevuti spesso lontano dai pasti, abitudine pericolosissima per la salute, il vino “è il naturale, storico e insostituibile compagno dei migliori pasti della nostra esistenza - dice Maroni - e consumato in modica, ma quotidiana quantità, circa 375 centilitri al giorno, contribuisce al benessere dell'organismo apportando vitamine, micoroelementi naturali, attivando e stimolando il processo digestivo e il sistema circolatorio sanguigno e linfatico”.

 

Se sul fronte della linea tra vino e concorrenti non c’è partita, ancora più lunga è la distanza nei benefici apportati all’organismi, puntualizza Maroni. Basti pensare al resveratrolo, potente molecola naturale. “Visto il suo contenuto in sostanze capaci di combattere i radicali liberi è una bevanda antiossidante di comprovata efficacia”. Anche il sangue se ne giova “visto il suo contenuto in polifenoli e altre sostanze estrattive - aggiunge - contrasta efficacemente la produzione e l'accumulo di colesterolo cattivo nel sangue: nulla di più scientificamente dimostrato in sostanza del detto ‘il vino fa buon sangue’.(di Cosimo Colasanto,fonte ilsole24ore)

POLITICA
La proposta del ministro Elsa Fornero sulla privatizzazione della disabilità non rispetta i diritti delle persone con disabilità sanciti dalla Costituzione e dalle Convenzione ONU
26 maggio 2012

Fornero: privatizzare la disabilità

Il Ministro del Lavoro Elsa ForneroNon si può pensare che lo Stato sia in grado di fornire tutto in termini di trasferimenti e servizi’’. Lo ha dichiarato il Ministro del Lavoro Elsa Fornero durante il convegno Autonomia delle persone con disabilità: un nuovo contributo per assicurarla (Reatech, Milano, 25 maggio).

Il Ministro ha poi aggiunto: “Sia il privato che lavora per il profitto sia il volontariato no profit sono necessari per superare i vincoli di risorse. Il privato, in più del pubblico, possiede anche la creatività per innovare e per creare prodotti che aiutino i disabili. La sinergia tra pubblico e privato va quindi rafforzata”.

I prodotti di cui si parla sarebbero quelli assicurativi. Infatti la Fornero prosegue: “Per evitare accuse di raggiro o frodi, il ruolo pubblico dovrebbe dare credibilità inserendosi nella relazione tra la persona e il mondo assicurativo. C’è bisogno di innovazione finanziaria e creatività”.

Parole che lasciano sconcertate le organizzazioni delle persone con disabilità, per la loro crudezza e per l’evocazione di una “cultura” che non si pensava potesse penetrare nel nostro Paese risalendo fino ai vertici di un Governo che si appella ad ogni piè sospinto all’equità.

Con la prima affermazione la Fornero gela qualsiasi ipotesi e speranza di innovazione sociale, di garanzia dei diritti civili, di efficacia ed efficienza dei servizi sociali, di miglioramento delle prestazioni per i disabili gravissimi e per i non autosufficienti.

Tradisce il retropensiero che gli stanziamenti per l’autonomia personale delle persone con disabilità siano una spesa morta, un sovraccarico insostenibile, un capriccio di pochi, e non già invece un investimento. Ricorda tragicamente alcune brutali dichiarazioni del Ministro Tremonti (“Come può un Paese con due milioni e mezzo di disabili essere davvero competitivo?”).

Lo Stato rinuncia ad attuare quanto previsto dall’articolo 38 della Carta costituzionale – annota Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – e quanto sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Getta la spugna invocando un intervento caritatevole (o interessato) dei privati. Un lesto e mesto ritorno alle opere pie… o a qualcosa di peggio”.

Ma la seconda parte delle affermazioni del Ministro ha risvolti non meno inquietanti.

Lo Stato, pur di liberarsi della spesa per la disabilità e la non autosufficienza, diventa procacciatore d’affari per le Assicurazioni e le eventuali risposte assistenziali sarebbero erogate in virtù di una polizza pagata in vita dai Cittadini.

Una privatizzazione assicurativa del welfare che inizia dalle persone con disabilità per spingersi fin dove la “creatività” può consentire.

A chi non giovi tutto ciò è presto detto: a chi non può permettersi di pagare una polizza assicurativa e a chi nasce con una grave menomazione o la contrae in tenera età.

A chi giova invece questa prospettiva oltre che allo Stato? Sicuramente il giro d’affari per le Compagnie assicuratrici è notevolissimo e, in periodo di crisi, un vero toccasana. Nuovi introiti e nuove prospettive anche sul fronte immobiliare. Tradiscono l’attesa le stesse parole della Fornero: “Qualche volta le persone anziane si trovano intrappolate in una casa che costa troppo e hanno difficoltà ad ottenere aiuti”. Un patrimonio immobiliare che fa gola a molti.

Sono dinamiche e logiche che, ovviamente, non ci appartengono – conclude Barbieri – ma che rischiano di stritolare ogni prospettiva di reale inclusione sociale o di condizionarla al censo, al patrimonio, all’età più che ad un diritto costituzionale e, prima ancora, umano”.(Fonte www.fishonlus.it)

POLITICA
L'opinione:La strategia della tensione, la mafia e la scuola pubblica
19 maggio 2012
La strategia della tensione, come la criminalità organizzata, non è la patologia della politica italiana ma n’è la fisiologia. In Italia, quando la politica (intesa come contiguità e reciprocità di favori tra partiti, apparati dello stato, classi dirigenti, criminalità organizzata, eversione) non sa più come contenere il cambiamento necessario, utilizza altri mezzi, da Portella della Ginestra a Piazza Fontana ai Georgofili. Ed è una storia che si è ripetuta oggi a Brindisi sulla porta della scuola dedicata a Francesca Morvillo Falcone.
Oggi sotto i nostri occhi si è palesato non un salto all’indietro ma un passaggio lineare, tradizionale, di una continuità nera nella quale si usa sistematicamente il terrorismo per stabilizzare. Una classe politica al minimo storico di legittimità –di fatto illegittima e commissariata con Mario Monti dalla Banca Centrale Europea- unito al fallimento del modello economico vigente, che sta impoverendo brutalmente quei ceti medi che avevano sempre garantito il consenso del sistema, non riesce più a garantire i propri referenti. Suona una campana a morto e sembra di rivedere Salvo Lima che corre per sfuggire ai sicari. Si organizza una marcia per la legalità e una classe dirigente parassitaria e intrinsecamente contraria alla legalità, si rifugia di nuovo nelle trame nere. Ancora ieri il partito dei Dell’Utri e dei Cosentino si opponeva con forza ad una banale ed insufficiente legge anticorruzione. Troppo, al culmine della peggior crisi economica della storia repubblicana. Solo se spaventato a morte il ceto medio potrà continuare ad abbassare la testa e garantire un consenso per sostenere il quale non basta più il Grande Fratello televisivo del ventennio berlusconiano.
La mafia, la mafia da sola non può essere, perché la mafia, le mafie, da sole in Italia non sono state mai, dal delitto Notarbartolo a Capaci. Come per via D’Amelio spunta sempre un uomo nero defilato nella foto di famiglia, una mente raffinata in grado di calcolare i pro e i contro. La chiamano criminalità organizzata ma sarebbe la prima volta nella storia che dei criminali colpiscono la scuola pubblica, più di ogni altro il simbolo dell’integrazione, dell’inclusione, del progresso. Veniamo da lunghi anni nei quali la scuola pubblica è stata sistematicamente denigrata e asfissiata rendendole ogni giorno più difficile compiere la propria missione di democrazia. Adesso passano alle bombe. E in questa temperie culturale non sembra un caso la scelta dell’obbiettivo. Melissa Bassi, l’adolescente assassinata, era rappresentante degli studenti in una scuola premiata per la sua lotta per l’educazione alla legalità. Melissa si educava alla democrazia. Chi l’ha colpita  ha voluto colpire la democrazia rappresentata dalla scuola pubblica.
La stampa di regime è costernata dall’emersione della realtà sulla storia criminale della Lega Nord e si domanda chi rappresenterà adesso il Nord. E il Sud chi lo rappresenta? La scuola lo rappresenta il Sud! La forza degli insegnanti e degli alunni, la forza dello studio che crea coscienza civile, libertà, democrazia laddove (diceva Antonino Caponnetto) “la mafia ha più paura della scuola che dei giudici perché prospera sull’ignoranza della gente e sui bisogni della famiglie”. La nuova strategia della tensione ha scelto la scuola pubblica come simbolo per evitare il cambiamento necessario. Ai democratici resta tanto più il dovere di difendere la scuola pubblica, il cuore pulsante della democrazia.(di Gennaro Carotenuto)

POLITICA
L'opinione:"La tempesta greca"
23 febbraio 2012
C’era da aspettarselo. I drastici tagli imposti alla Grecia da Angela Merkel stanno portando il paese sull’orlo del caos sociale e politico. La Germania non è riuscita a nominare un proconsole per imporre il suo controllo sul governo greco, allora l’ha fatto con il ricatto di non prestare più denaro alla Grecia, condannandola così alla bancarotta. La battaglia per difendere l’euro e le banche tedesche e francesi si combatte fino all’ultimo greco. Tagli di salari e pensionamenti forzati nel settore pubblico, riduzione della spesa pubblica al 6 per cento del pil, diminuzione del salario minimo a 600 euro al mese. Nel 2012 saranno licenziati 15mila dipendenti pubblici e da qui al 2015 circa 150mila. La disoccupazione è al 21 per cento e quest’anno raggiungerà il 26 per cento, mentre diminuiscono i sussidi di disoccupazione.Il paradosso è che questo brutale programma di tagli non sembra in grado di stabilizzare l’economia greca né di permettere al paese di pagare il suo debito in un futuro prevedibile. Nel 2010 il debito pubblico ammontava al 145 per cento del pil, nel 2011 è al 161,7 per cento. Anche con lo smantellamento di buona parte del welfare, soprattutto in ambito sanitario, si prevede che il debito pubblico sarà ancora del 120 per cento del pil nel 2020, il livello raggiunto nel 2008. Il deficit è dovuto alla spesa ma anche alla recessione dell’economia, aggravata dai tagli. Il pil è sceso del 4,5 per cento nel 2010 e del 5,5 per cento nel 2011, con una diminuzione del 2,8 per cento quest’anno e una previsione di stallo per il 2013.Quindi il governo deve continuare a vivere di prestiti, pagando tassi d’interesse superiori al 6 per cento: un debito insostenibile. La strategia attuale consiste semplicemente nel permettere al paese di continuare a pagare a tempo indeterminato il suo debito mentre l’economia si disintegra e la società si sfalda. Il governo di coalizione socialista-conservatore guidato dal tecnico Papademos – che era presidente della Banca di Grecia all’epoca in cui Goldman Sachs ha falsificato i conti pubblici – ha imposto l’austerità con alti costi politici. Ma dato che i due grandi partiti sono d’accordo nell’obbedire a Merkel, non esiste un’alternativa all’interno del sistema, anche se il 48 per cento dei cittadini preferirebbe che il paese dichiarasse bancarotta e non pagasse il debito, rispetto al 30 per cento che si oppone alla “soluzione islandese”. La base politica della grande coalizione continua a diminuire. Oggi i conservatori di Nuova democrazia hanno circa il 31 per cento dei consensi e i socialisti l’otto per cento. I comunisti sono saliti al 12,5 per cento, Siriza (i vecchi eurocomunisti) al 12 per cento, i verdi sono al 2,5 per cento e l’estrema destra al 5. È interessante l’ascesa di Sinistra democratica, guidata da Fotis Kuvelis, che si presenta come un movimento nuovo, lontano dai partiti tradizionali. Ha l’appoggio del 18 per cento degli elettori e potrebbe creare una coalizione alternativa contro i tagli.Per ora le proteste si moltiplicano e in alcuni casi sono violente. L’equivalente del movimento pacifico degli indignati in Spagna è solo una componente della rivolta. I comunisti e Siriza, altrettanto pacifici, partecipano a manifestazioni e a proteste con i sindacati del settore pubblico. Ma c’è un altro settore in una situazione molto precaria, composto soprattutto dai giovani protagonisti della protesta violenta del dicembre del 2008, scoppiata dopo la morte di Alexandros Grigoropoulos, uno studente di 15 anni ucciso dalla polizia.Da quella rivolta spontanea dei giovani contro la brutalità della polizia è nata una corrente radicale pronta allo scontro con le forze dell’ordine. La violenza non ha l’approvazione della maggior parte dell’opinione pubblica e danneggia gli obiettivi della protesta. Ma davanti a questa crisi interminabile e alle misure esasperanti imposte dai mercati finanziari e dai leader europei, cresce la voce di chi preferirebbe non pagare il debito, uscire dall’euro e convocare nuove elezioni, perché l’unanimità della classe politica imposta da Berlino e da Bruxelles ha portato il paese in un vicolo cieco. Questi sacrifici potranno solo rinviare il crollo di un’economia che non ha capacità produttive sufficienti per uscire da sola dalla crisi e deve anche pagare gli interessi di un debito esorbitante.Perché allora tanta insistenza sul salvataggio greco? Ovviamente l’uscita della Grecia dall’euro porterebbe a un attacco della speculazione finanziaria contro la moneta unica, mettendone in pericolo la sopravvivenza. Ma c’è di più: la punizione esemplare dei greci serve da avvertimento agli altri paesi indisciplinati. Ma ci si dimentica che a pagare sono i cittadini, i quali non hanno nessuna colpa dell’origine della crisi.Invece politici e finanza mantengono ricchezza e potere, razionalizzando per di più il sacrificio degli altri. La tragedia greca (che se continuiamo così sarà anche quella di tutta l’Europa) è economicamente, moralmente e psicologicamente insostenibile. Dai venti che seminiamo oggi potrebbero nascere tempeste inimmaginabili.di Manuel Castells (trad.F.Rossetti fonte internazionale.it)
POLITICA
Notizie dal Mondo:Myanmar, Aung San Suu Kyi potrà candidarsi alle prossime elezioni
29 ottobre 2011


L'attivista birmana Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace

L'icona dell'opposizione in corsa
dopo il carcere e l'allontamento
dagli incarichi politici: secondo
gli osservatori la giunta militare
lo farebbe solo per legittimarsi

Aung San Suu Kyi, icona e leader dell'opposizione in Myanmar, potrà candidarsi alle prossime elezioni dopo che il suo partito l'ha reinserita nelle liste elettorali. Suu Kyi, premio Nobel per la Pace, era stata interdetta dagli incarichi politici e incarcerata dalla giunta militare. Un portavoce del National League Democracy citato dalla Reuters ha spiegato che la sessantaseienne ha avuto l'appoggio del comitato centrale del partito. Secondo gli osservatori internazionali, però, le riforme annunciate dal regime, compresa la liberazione di oltre duecento prigionieri politici, sarebbero un tentativo di legittimarsi di fronte alla comunità internazionale, in particolare con l'Asean, l'associazione degli stati dell'Asia del Sud.(Fonte:La stampa.it)

ECONOMIA
La nuova Pac sfida i grandi proprietari
16 ottobre 2011

Il 12 ottobre il commissario europeo all'agricoltura Dacian Ciolos ha presentato a Bruxelles la riforma della Politica agricola comune (Pac). Secondo Adevarul "la Romania, come altre consorelle dell'est, riceverà più fondi nel periodo 2014-2020. La nuova riforma ha un occhio di riguardo per gli stati [dell'Europa orientale], che riceveranno il 30 per cento in più di sovvenzioni, a scapito dei paesi occidentali".  

Le novità principali nel bilancio della Pac [55 miliardi di euro all'anno, ovvero il 40 per cento dell'intero budget Ue], consistono in una semplificazione dei pagamenti individuali, un'aiuto ai giovani che avviano nuove attività e una diminuzione delle restrizioni per gli agricoltori. L'obiettivo della riforma è permettere agli agricoltori di essere più flessibili e adattabili ai mercati.  

Inoltre, prosegue il quotidiano romeno, "gli aiuti ai grandi coltivatori avranno un tetto, e le sovvenzioni saranno concesse in funzione della superficie del terreno agricolo effettivamente coltivato e non più della superficie totale o della capacità di produzione. Inoltre il budget assegnato all'innovazione e alla ricerca sarà raddoppiato, mentre il 30 per cento degli aiuti diretti concessi dall'Ue sarà legato alle misure per la protezione dell'ambiente".

In Romania, dove si trova il 32 per cento dei terreni coltivati di tutta l'Unione europea, la riforma è stata accolta favorevolmente. Al contrario, i grandi proprietari terrieri britannici e spagnoli sono preoccupati dalle conseguenze del cambiamento:  

"L'Unione europea limiterà gli aiuti ai cosiddetti 'agricoltori da sofà'", titola Público. Secondo il quotidiano spagnolo la Commissione ha intrapreso "una crociata per rivoluzionare gli aiuti all'agricoltura". L'elemento più innovativo della nuova proposta riguarda la riduzione degli aiuti ai grandi proprietari terrieri, soprattutto quelli per i quali l'agricoltura non rappresenta l'attività principale: "questo aspetto colpisce in particolar modo i grandi proprietari come la regina d'Inghilterra o il principe Alberto di Monaco, mentre in Spagna è simbolico il caso della duchessa d'Alba", precisa il quotidiano.(fonte:presseurop.eu)


SOCIETA'
Braccia indiane per il Grana Padano
11 settembre 2011

 

Negli elenchi telefonici della provincia di Cremona, tra i cognomi tipicamente locali come Ferrari e Galli, ce n'è uno che è di anno in anno più frequente: Singh. Negli ultimi venti anni gli immigrati indiani del Punjab si sono insediati nella zona per lavorare nelle aziende agricole come “bergamini”, come sono noti in dialetto locale coloro che lavorano nei caseifici.

È stato detto che se gli operai indiani scioperassero, i produttori di Grana Padano chiuderebbero i battenti. "Beh, non so se la produzione si fermerebbe del tutto, ma di sicuro ci sarebbero molte difficoltà", afferma Simone Solfanelli, presidente della Coldiretti cremonese. "Posso però assicurare che gli indiani sono indispensabili per l’agricoltura e l’allevamento”, e per il latte prodotto in questa provincia che ammonta a circa un milione di tonnellate l’anno, un decimo di tutto il latte prodotto in Italia.

Gli indiani, molti dei quali sono sikh, sono arrivati in questa zona mentre la generazione precedente di operai caseari stava per andare in pensione, senza prospettive di sostituzione. "Hanno salvato un’economia che sarebbe andata a rotoli, perché qui nessun giovane ha voglia di lavorare con le mucche" dice il sindaco di Pessina Cremonese, Daligo Malaggi. Benché oggi l’industria casearia sia in gran parte automatizzata, il lavoro umano è ancora necessario 365 giorni l’anno. Il lavoro si divide in due turni di quattro ore giornaliere, a distanza di dodici l’uno dall’altro. "I giovani italiani non vogliono lavorare in queste fasce orarie" precisa il sindaco, "perché preferiscono lavorare in fabbrica e avere le serate e i fine settimana liberi".

L’arrivo degli immigrati, buona parte dei quali sapeva già come si manda avanti una fattoria, è stato quindi una vera fortuna. "Questa è una terra di caseifici e molti di noi in Punjab avevano mucche", racconta Jaswinder Duhra, che vive in Italia da 25 anni e ha lavorato come bergamino per una delle più note aziende casearie d’Italia. Statistiche ufficiali sul numero degli indiani impiegati nell’industria casearia non ce ne sono, ma secondo Solfanelli dei tremila immigrati che lavorano in provincia un terzo è costituito da indiani.

Un segno della loro presenza è l’inaugurazione, avvenuta il mese scorso, del tempio sikh Gurduwara Sri Guru Kalgidhar Sahib, progettato per contenere comodamente fino a 600 fedeli (anche se almeno in 3.600 hanno assistito alla cerimonia inaugurale il 21 agosto). Pare che sia il tempio sikh più grande dell’Europa continentale.

Eretto in un’area industriale accanto a una fabbrica di compressori e a un salumificio, il tempio si ispira ai modelli indiani. L’iter che ha portato dal progetto sulla carta alla bianca struttura sfavillante che si erge tra i campi di soia e di mais non è stato del tutto agevole.

I permessi edilizi sono stati concessi e poi revocati in una città vicina quando il tempio è diventato una spinosa questione politica, quindi è stato trovato un altro sito. È stato inoltre necessario superare vari intoppi burocratici, che hanno richiesto da soli dieci anni di impegno, quindi raccogliere i fondi tra la comunità Sikh e infine trovare i prestiti necessari a raggiungere la somma di due milioni di euro.

Due euro all’ora

Se il sindaco appoggiava attivamente la costruzione del tempio, e il cartello stradale della città annuncia con orgoglio che Pessina Cremonese è “esente da pregiudizi razziali”, gli esponenti locali della Lega Nord hanno fatto di tutto per ostacolare il progetto. Un esiguo gruppo di aderenti a Forza Nuova ha manifestato anche durante la cerimonia di apertura del tempio.

Il leghista Manuel Gelmini, consigliere provinciale di Cremona, ha cercato senza successo di fermare la costruzione del tempio con la scusa del kirpan, la spada cerimoniale portata dai Sikh ortodossi. "Per noi si tratta di un’arma e nessuno dovrebbe essere autorizzato ad andarsene in giro armato", ha detto. Ma è significativo che la Lega non abbia fatto aperta propaganda contro i bergamini indiani.LEGGI TUTTO  di Elisabetta Provoledo,presseurop.eu

 

POLITICA
Politica:Manovra Economica,il Sì del Senato con la fiducia
7 settembre 2011

Sempre più sfiduciati nei confronti di questo governo,apprendiamo che la Manovra Economica è passata al Senato con la fiducia,in particolare il governo ha incassato la fiducia con 165 SI, 141 NO e 3 Astenuti.

Il testo della manovra potete leggerlo QUI

http://www.risparmiaresoldiora.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/soldi-euro.jpg

POLITICA
Caro Presidente
5 luglio 2011
Caro Signor Presidente,

mi permetto di rivolgermi a lei per la mia antica frequentazione del Cespe, il centro

di politica economica del Pci. Con tutto il rispetto, lei è stato ingannato a proposito della Val di Susa. La popolazione della Valle sta subendo una violenza insopportabile, che arriva tra le sue case. Non poche saranno abbattute. Si è creata una situazione che più che a una servitù di passaggio, assomiglia a una servitù per la vita. La violenza è sempre deprecabile, ma in Val di Susa siamo di fronte a una violenza grande, del denaro.
I lavori continueranno per dieci e più anni. I bambini cresceranno in miniera, tra polvere e camion di residui di scavo; enormi macchinari disumani e orribili scoppi rumorosi. Le fonti sotterranee saranno compromesse o si perdranno come troppo spesso avviene per gli scavi nella montagna. Forse l'acqua sparirà del tutto - nessuno dei fautori del tunnel ha fatto studi in proposito - e la Valle dovrà essere rifornita dalla pianura, con appositi trasporti di acqua da bere. L'agricoltura perfetta della Valle, i legumi, il vino d'altura, spariranno senza rimedio. Tutto un prevedibile disastro ecologico in cambio di un treno inutile, esagerato simbolo di una concezione sconfitta; e per eseguire un ordine ingiusto.
Caro Presidente, lei ci ha insegnato che gli ordini ingiusti non si eseguono, agli ordini ingiusti si resiste. Lei, Presidente, ha affermato nel suo comunicato che «non si può tollerare che legittime manifestazioni di dissenso, cui partecipano pacificamente cittadini e famiglie si sovrappongano provenienti dal di fuori, squadre militarizzate per condurre inaudite azioni aggressive contro reparti di polizia chiamati a far rispettare la legge».
Ci son dunque due leggi e anche chi protesta è dentro la legge, non solo chi ha il compito di farla rispettare. Tutto questo deve offrire un'ampia materia di riflessione a ogni persona che non viva di preconcetti. Proviamo dunque a discutere nel merito delle cose. Il treno Tav dà lavoro oggi e ne darà per anni. Domani, il treno entrerà in un progetto di viaggiatori e scambi di merci altissimo e crescente.
Ma è proprio così? In verità, l'oggi è ben diverso da come spesso lo si racconta: traffici e passeggeri sono in netta diminuzione rispetto alle previsioni sulle quali l'opera era stata decisa.
Per il futuro la vera preoccupazione è che la Valle e il mondo siano soffocati dall'inquinamento, dal troppo pieno; che l'acqua pulita venga a mancare e anche il nutrirsi possa presentare qualche problema maggiore. Per questo una Valle fertile e pulita è un obiettivo intelligente e di primaria importanza.
Noi sappiamo, presidente, che lei si occupa d'altro, ma resta il fatto che le cifre sui traffici alla base del tunnel sono tutte sbagliate. Dire «forse sono discutibili», come i più democratici dei commentatori dei giornali di lunedì lasciano intendere è troppo poco; sono sbagliate e basta. Per questo, moltissimi esperti del ramo oggi sono convinti che il tunnel sarebbe un errore, un po' come lo era una centrale nucleare nelle settimane precedenti il referendum; solo che prevale la morale lassista dell'«Intanto facciamolo. A qualcosa servirà». Oppure si vuol tramutare il treno Tav in un simulacro? Qualcosa di somigliante al cappello dell'imperatore al quale Guglielmo Tell non volle inchinarsi, non volle rendere omaggio, in una Valle poco lontana?
Presidente, venga nella Valle. Si renderà conto di tutto con i suoi occhi, con il suo alto senso di giustizia.di Valentino Parlato(fonte manifesto.it)

POLITICA
Il centro sinistra vince al ballottaggio!
30 maggio 2011
A Milano  vince
PISAPIA GIULIANO
Data di nascita: 20/05/1949    Luogo di nascita: MILANO
36565755,10 %

A Napoli vince
DE MAGISTRIS LUIGI
Data di nascita: 20/06/1967    Luogo di nascita: NAPOLI
26445765,38 %

A Cagliari vince
ZEDDA MASSIMO
Data di nascita: 06/01/1976    Luogo di nascita: CAGLIARI
4970859,35 %

A Trieste vince
COSOLINI ROBERTO
Data di nascita: 14/05/1956    Luogo di nascita: TRIESTE
5305057,51 %

A Grosseto vince
BONIFAZI EMILIO
Data di nascita: 18/07/1961    Luogo di nascita: FRASSO SABINO (RI)
2262757,42 %

A Novara vince
BALLARE' ANDREA
Data di nascita: 12/04/1967    Luogo di nascita: NOVARA
2451652,91 %
Tutti gli altri risultati Qui
SCIENZA
I sorrisi finti rovinano l'umore,soprattutto al lavoro.
20 marzo 2011
Il sorriso di circostanza diretto a colleghi o a clienti può portare all'esaurimento emotivo di chi è costretto a esibirlo. Lo dimostra una ricerca americana. "E nelle donne è anche peggio" di S.Ficocelli
IL SORRISO di circostanza, tanto di moda negli ambienti professionali, è deprimente. Le persone che sorridono forzatamente si rovinano l'umore e questo stato riduce la loro concentrazione sul lavoro e quindi la loro produttività. E' quanto sostiene uno studio pubblicato sul numero di febbraio dell'Academy of Management Journal da un gruppo di psicologici della Michigan State University. Che lancia una larvata provocazione: se si vuol rendere il massimo sul posto di lavoro più spontaneità e meno sorrisi posticci. E se il prezzo da pagare è quello di venire bollati come musoni pazienza, il sistema nervoso ringrazierà.
La ricerca condotta dallo psicologo Brent Scott dimostra infatti che il finto sorriso diretto a colleghi o a clienti può portare all'esaurimento emotivo di chi è costretto a esibirlo. In particolare, Scott ha studiato le reazioni psicologiche di un campione di autisti di autobus, obbligati per contratto a interagire sorridendo con i passeggeri, notato anche che lo sforzo di proiettare un buon umore non sentito risulta più oneroso e deprimente per le donne che per gli uomini.
Ma è davvero così elementare il rapporto di causa-effetto tra emozioni ed espressioni facciali? La professoressa Raffaella Rumiati, docente di Neuroscienze Cognitive alla SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste), spiega che esistono due tipi di emozioni, quelle primarie (o fondamentali) che sono paura, rabbia, sorpresa, tristezza, disgusto e gioia, e quelle complesse (o sociali), ovvero compassione, imbarazzo, vergogna, colpa, orgoglio, invidia, gratitudine, indignazione e disprezzo. Un modo semplice per studiarle è proprio quello di osservare le espressioni facciali degli individui. "L'emozione - spiega la Rumiati - è la risposta complessa di un organismo a un dato stimolo. Il nostro cervello, come quello di altri animali, è predisposto a reagire agli input emozionali con un determinato repertorio di azioni: alla vista di un serpente trasaliamo, alla vista di un cibo chiaramente avariato ci disgustiamo, e così via". Una risposta emotiva comporta dunque una modificazione interna dell'organismo (ad esempio il battito cardiaco) o di una caratteristica esterna, come appunto l'espressione facciale o l'intonazione della voce. "Nel caso delle emozioni fondamentali - continua la neuroscienziata - si tratta di risposte inevitabili, automatiche. Tuttavia, avendo accumulato negli anni una certa dimestichezza con le emozioni (cominciamo da piccoli a sorridere, spaventarci), col tempo riusciamo a fingere di provarle. Ma mostrare un'espressione felice non significa esserlo davvero, perché naturalmente mancano i correlati fisiologici interni". E' dunque possibile, precisa l'esperta, che lo sforzo che si compie per adottare un'espressione finta eroda risorse cognitive e provochi una sostanziale riduzione dell'attenzione.
E le donne, secondo la ricerca americana, sarebbero le più vulnerabili. L'articolo evidenzia infatti una differenza di genere: l'umore femminile risente di più di questa falsificazione rispetto a quello dei maschi e questo potrebbe spiegare perché le donne sono più rinunciatarie sul lavoro. "Secondo il dottor Scott - conclude la Rumiati - le donne sorridono di più degli uomini non perché più felici ma perché pensano che da loro ci si aspetti una maggiore reattività emotiva. Sono scettica a proposito di queste differenze. Probabilmente le donne ricomprono posizioni meno prestigiose e sicure. La diversità dipende non dal sesso ma dall
o status". (repubblica.it)
SOCIETA'
Latte: una tazza al giorno, per tutte le età e senza controindicazioni
19 febbraio 2011

Il latte: alimento antico, ma sempre valido. Il "succo di mucca" è infatti salutare per soggetti di diversa età, da cui può essere assunto (quasi) sempre senza controindicazioni. Per di più, ne basta una dose moderata, pari ad una normale tazza.

Questo il messaggio di "Il latte oggi: salute tra ricerca ed innovazione", seminario dell'Università La Sapienza e di Parmalat, tenutosi recentemente a Roma.

Tra gli sponsor qualificati, la dottoressa Valeria Del Balzo, nutrizionista del dipartimento di Fisiopatologia Medica (sezione Scienza dell'Alimentazione) dell'università capitolina.

La dottoressa Del Balzo evidenzia subito il curriculum della bevanda, fatto di elementi indispensabili come acqua, calcio, proteine, vitamine e sali minerali. E grassi: a proposito, va notato come i grassi del latte "Non non sono tali da giustificarne l'eliminazione dalla dieta di chi soffre di patologie legate alla presenza di grassi nel sangue, come la dislipidemia, non risultano responsabili dell'insorgenza delle patologie cardiovascolari". In altre parole, il latte fa diventare "buoni" anche cattivi classici come gli elementi in questione.

In più, il latte vaccino contiene biopeptidi, in grado di schermare da cancro ed ipertensione. Senza trascurare l'acido linoleico coniugato o CLA. Recentemente, il CLA è stato oggetto di ricerche scientifiche, che ne hanno evidenziato le capacità anti-adipe, anti-diabete ed anti-cancro.

Tutto questo rende il latte un must "Anche per gli adulti". E, conclude Del Balzo, i vantaggi arrivano senza esagerare: sono sufficienti 250 grammi al giorno, pari alle comuni tazze domestiche.(diMatteo Clerici fonte www.newsfood.com)


POLITICA
Adulterare gli alimenti non è più reato
16 gennaio 2011
Legge cancellata dal 'semplificatore' Calderoli

Il provvedimento 'taglialeggi' abroga la l.263 del 1962, che puniva le sofisticazioni dannose alla salute. La denuncia del pm Guariniello: "Bloccati i processi sulla mozzarella blu e su altri casi simili". Il Pd: "Presenteremo un emendamento al decreto milleproroghe"

ROMA - Più che semplificare, il 'taglialeggi' varato dal ministro Roberto Calderoli rischia di azzerare l'ordinamento giurifico, abrogando leggi di vitale importanza. Se infatti si è rivelato un falso allarme quello dell'abrogazione del tribunale dei minori 1 (in effetti la norma di abrogazione c'era, ma è stata corretta in extremis prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), al momento sembra definitiva l'abrogazione della legge 263 del 1962, che puniva le adulterazioni alimentari. A denunciarla il pm di Torino Raffaele Guariniello, che si occupa abitualmente di questo tipo di reati, e che dalla seconda metà di dicembre si trova di fatto bloccato, non avendo più alcuna normativa alla quale fare riferimento. Tra i procedimenti bloccati c'è anche quello sulle "mozzarelle blu".

Ma come si è arrivati all'abrogazione di una legge così importante, che tutela la salute dei cittadini? Il provvedimento "taglia-leggi" del ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, ha cancellato le norme risalenti a prima del 1970. Per evitare che finissero al macero delle leggi di cui si riteneva "indispensabile la permanenza in vigore", il decreto 179 del 2009 aveva previsto che entro un anno venissero corretti "eventuali errori e omissioni", stilando un apposito elenco di provvedimenti da salvare: la 263/62, non vi compare e, quindi, deve essere considerata abrogata a partire dall'11 dicembre
Finora il pm Guariniello aveva continuato a indagare su "mozzarelle blu" e altri fenomeni analoghi grazie a una sentenza della Cassazione, depositata il 31 marzo 2010, che analizzando l'intreccio delle norme stabiliva che la 263/62 restava in vigore fino a dicembre. Il termine, però, ormai è scaduto e adesso, anche se la legge venisse riesumata, i processi si concluderanno con delle assoluzioni in base al principio che devono essere applicate le norme più favorevoli agli imputati.LEGGI TUTTO
POLITICA
SI AI DIRITTI,NO AI RICATTI.IL LAVORO E' UN BENE COMUNE...
8 ottobre 2010

Video appello di Andrea Camilleri: “Tutti in piazza con la Fiom il 16 ottobre”



POLITICA
La risposta alla dichiarazione dell'assessore all'istruzione di Chieri arriva puntuale...
28 settembre 2010
Ho avuto il privilegio nel post precedente che lasciasse il commento Marina Cometto,in particolare ha lasciato la lettera aperta che è stata indirizzata all'assessore in questione dal "Gruppo mamme H"
che riporto integralmente:


GRUPPO MAMME H :LETTERA ALL'ASSESSORE PELLEGRINO

Inviata con r/r
All' Assessore all'Istruzione: Giuseppe Pellegrino, comune di Chieri , per conoscenza al Sindaco di Chieri e ai media.

Non troviamo le parole adatte per esprimere l'amarezza e la delusione che ci ha pervaso nel leggere l'articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa che riportava quanto da Lei dichiarato in una assemblea del suo Consiglio Comunale: <fuori i disabili dalle scuole.>
In un primo momento pensavamo fosse una provocazione, per richiamare le Istituzioni che Lei rappresenta sollevando l'ormai problema improcrastinabile dell'integrazione e dell'inclusione scolastica dei bambini con disabilità, che negli ultimi anni si è fatta drammatica.

Ma ahimé leggendo tutto l'articolo ci siamo rese conto che questo era solamente il suo pensiero.
Assessore vorremmo spiegarle che la diversità è un valore fondamentale per una società che include, ma, a volte, come in questo caso, la diversità è stata descritta come un maleficio, che danneggia chiunque ne sia a contatto.
Ciò che manca alla gente, è la formazione, la conoscenza, la cultura della diversità, specialmente nelle Istituzioni che lei rappresenta.
La scuola raffigura la via di partenza per imparare a vivere in un contesto diversificato, ad accettare e rispettare le regole, le opinioni altrui, e ancor più importante a considerare il colore diverso della pelle, religione e stato fisico e mentale, come una opportunità di crescita.
Il suo incarico istituzionale, avrebbe dovuto permettere tutto questo, anziché creare imbarazzo alla Giunta a cui appartiene, e sdegno nei confronti di persone che hanno sempre creduto nella uguaglianza e nel rispetto della vita!
Lei è stato indicato per tutelare i diritti delle persone "tutte" , ed è inaccettabile che debba occupare un assessorato così considerevole, dopo aver espresso giudizi di estrema intolleranza e settarismo, che neppure la sua smentita durante la conferenza stampa del 25 settembre ha cancellato dando segno di incompetenza ed inadeguatezza a ricoprire il suo ruolo, non conosce la legge 104/92, la legge 67/06, La Convenzione ONU? Ed è per questo motivo che chiediamo pubblicamente le
SUE DIMISSIONI IMMEDIATE.
Vorremmo rammentarle che c'è anche una disabilità dell'anima, del cuore, e del pensiero, lei Assessore in questo è gravemente disabile, e non sono questi i motivi, per cui chiediamo le sue dimissioni!
GRUPPO MAMME H

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POLITICA
La dichiarazione sciocca di un assessore all'istruzione del comune di Chieri:"Fuori i disabili dalle Classi"
27 settembre 2010

Basta disabili a scuola. Non imparano e disturbano. Meglio per tutti una comunità, dove mandarli seguiti da personale specializzato. Parole dell’assessore all’Istruzione di Chieri, comune torinese di 36 mila anime adagiato sulle colline verso l’Astigiano. Parole pronunciate durante il Consiglio comunale aperto dell’altra sera, che indignano i genitori di bimbi portatori di handicap. Famiglie che sognano per i loro figli un futuro fatto di integrazione, non di isolamento. Frasi che fanno accapponare la pelle al sindaco, pediatra in pensione, che dice: «Lo hanno frainteso. Io lo conosco bene Giuseppe Pellegrino è una persona sensibile. Intelligente. Non intendeva offendere ma sollevare un problema».
Ed eccolo qui l’assessore finito nel mirino. Avvocato civilista di 64 anni, console onorario della Repubblica Slovacca per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Vedovo e con tre figli. L’altra sera durante l’incontro sulla scuola, è andato giù duro. E, a freddo, continua a non comprendere il motivo di tanto scandalizzarsi. «Qualche genitore si è sentito offeso? E perché mai? Ho detto soltanto quel che pensano tutti: quei ragazzi a scuola disturbano». Il sindaco Francesco Lancione
cerca di mediare: «Pellegrino ha sbagliato e glielo ho detto alla fine della riunione. Il clima era teso e ha parlato a sproposito, fuori luogo. Né io e nemmeno questa amministrazione condividiamo ciò che ha detto. Capisco che tanti genitori possano essersi sentiti umiliati. Sono persone che devono essere aiutate, non allontanate dalla comunità».
E in paese è rivolta. Sulle barricate sale per prima Barbara Zamboni, presidente del III° Circolo scolastico, e mamma di due bambine diversamente abili. «Mi chiedo dove quel politicante trovi la faccia tosta di esprimersi in questo modo? Affrontiamo ogni giorno mille difficoltà. E secondo l’assessore cosa dovremmo fare? Tenere i nostri bambini fuori dai luoghi pubblici, perché non pesino sui bilanci e non disturbino? Dobbiamo forse metterli in lager perché sono più sfortunati degli altri

Lui, il Console onorario, Giuseppe Pellegrino, ascolta le critiche, e non fa una piega. «ma di cosa si lamentano? Noi facciamo tantissimo per questi studenti. Ma anche i genitori devono rendersi conto che sono tempi duri per tutti». E ribadisce il concetto. «Aiutiamo i genitori e gli consigliamo il percorso migliore per i propri figli». E secondo lei dove dovrebbe portare questa strada? «A creare luoghi adeguati ai reali bisogni di questi ragazzi. Oggi ci sono comunità specializzate. Non sempre mamma e papà sono d’accordo, ma è nostro compito convincerli». La scuola, secondo lui non serve. «Lasciarli in classe con gli altri compagni è inutile? Ci sono ragazzi, qui da noi, che passano la mattina a dare calci e pugni ad un muro. Disturbano e non imparano nulla». E gli insegnati di sostegno che dovrebbero assisterli non bastano? «Non possono fare nulla. E questi ragazzi con l’istruzione non hanno nulla a che fare».(di Federico Genta,LaStampa.it)

Dopo queste dichiarazioni,c'è posto solo per l'indignazione,la rabbia,lo sconcerto...

 

POLITICA
Impiccioni...
10 settembre 2010
Emilio Alessandrini, magistrato. Giorgio Ambrosoli, avvocato. Vittorio Bachelet, magistrato. Marco Biagi, professore. Paolo Borsellino, magistrato. Bruno Caccia, magistrato. Luigi Calabresi, poliziotto. Rocco Chinnici, magistrato. Carlo Casalegno, giornalista. Nini Cassarà, poliziotto. Francesco Coco, magistrato. Fulvio Croce, avvocato. Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale. Massimo D’Antona, professore. Mauro De Mauro, giornalista. Giuseppe Diana, sacerdote. Giovanni Falcone, magistrato. Francesco Fortugno, medico e politico. Boris Giuliano, poliziotto. Peppino Impastato, conduttore radiofonico. Pio La Torre, politico. Rosario Livatino, magistrato. Oreste Leonardi e con lui tutti gli agenti di scorta caduti sul lavoro. Giorgiana Masi, studentessa. Piersanti Mattarella, politico. Aldo Moro, politico. Francesca Morvillo, magistrato. Emanuele Notarbartolo, banchiere. Vittorio Occorsio, magistrato. Giuseppe «Joe» Petrosino, poliziotto. Pino Puglisi, sacerdote. Guido Rossa, sindacalista. Roberto Ruffilli, professore. Giancarlo Siani, giornalista. Antonino Scopelliti, magistrato. Giovanni Spampinato, giornalista. Ezio Tarantelli, professore. Walter Tobagi, giornalista. Angelo Vassallo, sindaco. E tanti, tanti altri.

Grazie, perché ve la siete andata a cercare. («Senatore Andreotti, come mai Ambrosoli, l’avvocato che indagava sugli illeciti di Sindona, fu ucciso da un killer nel 1979?». «Non voglio sostituirmi a polizia e giudici, certo è una persona che in termini romaneschi se l’andava cercando». Da La storia siamo noi, in onda ieri su Raitre).Massimo Gramellini,(da Buongiorno laStampa.it)
LAVORO
65 anni di Tito Boeri
7 agosto 2010

Dal 2012 le lavoratrici del settore pubblico potranno andare in pensione a 65 anni.

Oggi la loro età pensionabile è 61 anni. Questo nuovo “scalone” avrà conseguenze modeste dal punto di vista finanziario: il governo calcola che, anticipando al 2012 l’innalzamento dell’età pensionabile, le finanze statali otterranno un risparmio complessivo di 1,45 miliardi di euro in otto anni, cioè tra il 2012 e il 2019.

La misura, invece, ha un effetto negativo sull’adeguatezza e la modernità del nostro sistema previdenziale: la riduzione del margine di libertà delle donne nella scelta del momento di andare in pensione può avere conseguenze negative sul lavoro domestico e sulla cura degli anziani, attività che in genere sono svolte dalle donne.

Ma c’è anche un aspetto positivo: andando in pensione più tardi, la maggior parte delle donne riceverà una pensione più alta. Una cosa da non sottovalutare, dal momento che rischiano particolarmente di avere un reddito molto basso nella terza età.

Resta irrisolto un problema culturale: cambiare la ripartizione degli oneri familiari tra uomini e donne. Le vecchie regole, che erano meno rigide sulla scelta del momento di andare in pensione, erano una specie di ricompensa per la mole di lavoro domestico e di assistenza alla famiglia svolto dalle donne.

Ora le nuove norme dovranno essere accompagnate da un maggior equilibrio nella divisione del lavoro non retribuito.(da Internazionale)

SCIENZA
Il tempo è un'illusione?
31 luglio 2010
Secondo alcuni fisici, è possibile che i concetti dinamici di tempo e di cambiamento emergano da un universo statico. Di Craig Callender

http://blogs.theage.com.au/business/executivestyle/managementline/archives/syd-5aerlntueyg1b1urwbro_layout.jpegIl tempo è un argomento molto dibattuto tra i fisici. La ricerca di una teoria unificata sta costringendo gli scienziati a riesaminare alcune ipotesi basilari, e poche cose sono più basilari del tempo. Alcuni fisici sostengono che il tempo non esista. Altri pensano che il tempo debba essere promosso, invece che retrocesso. Tra queste due posizioni c'è l'idea secondo cui il tempo esiste ma non è fondamentale. In qualche modo, da un mondo statico emerge il tempo che percepiamo. I filosofi discutono idee analoghe da prima dell'epoca di Socrate, ma ora i fisici le rendono concrete. Secondo uno scienziato, il tempo deriva da una suddivisione dell'universo: quello che percepiamo come tempo riflette le relazioni tra le varie parti.(da "Le Scienze)
SOCIETA'
Sono stati liberati Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani Guazzugli Bonaiuti
18 aprile 2010

SONO LIBERI

Domenica 18 aprile. Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani Guazzugli Bonaiuti, fino a oggi detenuti in una struttura dei servizi di sicurezza afgani, sono stati liberati, non essendo stato possibile formulare alcuna accusa nei loro confronti.
Finalmente, dopo una settimana d'angoscia, e senza aver potuto beneficiare delle garanzie previste dalla costituzione e dalla legge afgane vigenti, potranno contattare le loro famiglie e i loro colleghi.
Ringraziamo tutti coloro che hanno lavorato insieme a Emergency per il rilascio, in Italia, in Afganistan e nel mondo.
Gli avvocati di Emergency continuano a seguire la situazione dei collaboratori afgani ancora trattenuti dai servizi di sicurezza, dei quali non abbiamo notizie né in merito alle loro condizioni di salute, né alla loro condizione giuridica, né al luogo presso il quale sono tuttora trattenuti.(fonte emergency.it)

POLITICA
Elezioni regionali ed amministrative 2010: quando e come si vota, il corpo elettorale e la tessera elettorale
28 marzo 2010

QUANDO SI VOTA

Domenica 28 marzo, dalle ore 8.00 alle ore 22.00, e lunedì 29 marzo, dalle ore 7 alle ore 15, nelle regioni a statuto ordinario si svolgeranno le elezioni del Presidente e del Consiglio regionale di 13 Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria), del Presidente e del Consiglio provinciale di 4 province (Imperia, Viterbo, L’Aquila e Caserta), del sindaco e del consiglio comunale di 462 comuni (di cui 9 capoluoghi di provincia: Mantova, Lecco, Lodi, Venezia, Macerata, Chieti, Andria, Matera e Vibo Valentia) nonché dei consigli circoscrizionali.

Nella medesima data si svolgerà il solo turno di ballottaggio nei comuni di Spadola (Vibo Valentia) e San Benedetto dei Marsi (L’Aquila).

Le operazioni di scrutinio per le elezioni regionali avranno inizio lunedì 29 marzo, subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti per tutte le consultazioni che hanno avuto luogo; per le elezioni provinciali e comunali, lo scrutinio avrà, invece, inizio alle ore 8 di martedì 30 marzo con precedenza alle elezioni provinciali, salvo che nelle regioni Molise e Abruzzo, non interessate alle elezioni regionali, dove le operazioni di scrutinio per le elezioni amministrative avranno inizio lunedì 29 marzo, al termine delle operazioni di voto e di riscontro del numero dei votanti.

In caso di effettuazione del turno di ballottaggio per l’elezione dei presidenti di provincia e dei sindaci, si voterà domenica 11 aprile, sempre dalle ore 8.00 alle ore 22.00, e lunedì 12 aprile, dalle ore 7.00 alle ore 15.00 mentre le operazioni di scrutinio avranno inizio nella stessa giornata di lunedì, al termine delle votazioni e dell’accertamento del numero dei votanti. 

COME SI VOTA

ELEZIONI REGIONALI (SCHEDA VERDE)

L’elettore può:

  • votare per una delle liste provinciali, tracciando un segno nel relativo rettangolo. Il voto così espresso s’intende attribuito anche a favore della lista regionale collegata;
  • esprimere un voto disgiunto, cioè tracciare un segno nel rettangolo recante una delle liste provinciali ed un altro segno sul simbolo di una lista regionale, non collegata alla lista provinciale prescelta, o sul nome del suo capolista. In tal caso il voto è validamente espresso per la lista provinciale e per la lista regionale prescelte anche se non collegate fra di loro;
  • esprimere un unico voto per una delle liste regionali e per il suo capolista tracciando un segno sul simbolo di una lista regionale o sul nome del capolista, senza segnare nel contempo, alcun contrassegno di lista provinciale. In tal caso s’intende validamente votata la lista regionale ed il suo capolista, mentre è esclusa ogni attribuzione di voto alla lista o alle liste provinciali collegate.

                                                                                                                   °°°°°°°°


In ogni caso, l’elettore può esprimere un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere compreso nella lista provinciale prescelta, scrivendone nell’apposita riga tracciata sulla destra del contrassegno il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita).

NOTA - Le modalità di espressione del voto di cui sopra si applicano alle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Basilicata. Per quanto riguarda, invece, le Regioni Toscana, Marche, Campania, Puglia e Calabria le modalità di voto sono disciplinate dalle rispettive leggi regionali. LEGGI TUTTO



SCIENZA
Corse a piedi nudi
7 febbraio 2010
Le migliori scarpe da corsa? I piedi nudi, sostiene uno studio coordinato dall’università di Harvard e pubblicato su Nature. Correre con le scarpe spinge a un tipo di movimento che espone di più agli infortuni. Le scarpe da ginnastica fanno poggiare il piede sul terreno prima con il tallone, invece che con l’avampiede. Questa modalità è resa possibile dal tacco alto e ammortizzato, ma provoca un impatto più violento con il terreno, che si ripercuote sulla gamba spesso causando lesioni.
Gli atleti americani, presi in esame dai ricercatori, corrono in questo modo, perché sono abituati fin da bambini a indossare le scarpe. Al contrario, molti atleti keniani provenienti dalla Rift Valley, che corrono scalzi o hanno corso per anni a piedi nudi, adottano un altro tipo di appoggio, basato prevalentemente sull’avampiede. Distribuiscono così il peso del corpo in modo più equilibrato ed evitano impatti violenti, soprattutto sui terreni molti duri. Questi atleti sono anche capaci di adattare il loro tipo di appoggio alla superficie e di correre con il piede piatto o sui talloni.
A parte le conseguenze per la medicina sportiva e per i produttori di scarpe, lo studio è interessante per capire quando si è evoluta la capacità degli esseri umani di correre sulle lunghe distanze, una qualità che certamente il nostro antenato australopiteco non possedeva.(fonte Nature,da Internazionale.it)
TECNOLOGIE
"Privacy delle chiamate a rischio",un hacker svela i segreti del gsm
4 gennaio 2010
LA PRIVACY delle telefonate al cellulare è in pericolo: presto potrebbe diventare molto facile intercettarle e ascoltare quelle altrui, e questo perché un hacker tedesco ha divulgato il codice segreto del gsm. È un algoritmo che cripta le telefonate, proteggendole così dalle intercettazioni. Gli operatori lo utilizzano da 22 anni ed è alla base delle telefonate di 4,1 miliardi di utenti al mondo. L'hacker, Karsten Nohl, ha fatto l'annuncio durante il recente Chaos Communication Congress di Berlino, scatenando il putiferio.

Ci ha messo cinque mesi per trovare il punto debole del codice gsm e ora ha pubblicato le informazioni che permetterebbero di aggirare le protezioni. Dice di averlo fatto per mostrare a tutti quanto sia facile violare la privacy delle telefonate e quindi per spingere gli operatori a correre ai ripari. La maggior parte dei gestori gsm utilizza infatti un algoritmo di crittografia a 64 bit, l'A5/1, molto vecchio e molto più debole delle attuali tecnologie crittografiche, che sono a 128 bit.

Secondo l'hacker, grazie alle sue informazioni ora basta un computer e apparecchi radio da circa 3mila dollari per intercettare telefonate. "Questo abbasserà a qualche ora il tempo necessario per spiare una telefonata cellulare, mentre finora ci volevano settimane", ha commentato Simon Bransfield-Gart, capo di Cellcrypt, società specializzata in questo campo.
La Gsm Association ha replicato, in una nota, che il pericolo è teorico ed è improbabile che qualcuno riesca a utilizzare le informazioni divulgate da Nohl. Ha aggiunto che gli operatori stanno già potenziando i proprio network per adottare l'A5/3, evoluzione a 128 bit dell'A5/1. Rassicurazioni che non hanno convinto molti esperti. "Le aziende dovrebbero prendere questo pericolo sul serio e aumentare entro sei mesi le protezioni delle loro chiamate al cellulare", ha detto San Schatt, analista di Abi Research.
Nei prossimi mesi, infatti, partirà una corsa tra guardia e ladri. Da una parte, criminali si affretteranno a sviluppare strumenti di intercettazione basati sulle informazioni divulgate da Nohl. Dall'altra, gli operatori accelereranno i lavori per passare all'A5/3.
"Non pare sia una tecnologia al momento accessibile alla gente comune finché non faranno un apparato che metta insieme tutti i componenti per eseguire l'attacco", commenta a Repubblica.it Matteo Meucci responsabile di Owasp Italia, gruppo di ricerca aperto specializzato in sicurezza informatica (no profit e non affiliato a nessuna azienda). "Non è facile calcolare il tempo necessario perché compaia uno strumento d'attacco a basso costo, ma potrebbe essere sufficiente affinché le compagnie telefoniche aggiornino i propri protocolli di sicurezza", aggiunge.LEGGI TUTTO
SCIENZA
La Vitamina D protegge dal linfoma
8 dicembre 2009
Nei pazienti trattati per un linfoma diffuso a grandi cellule B il livello di vitamina D è fortemente associato alla progressione della neoplasia e alla sopravvivenza complessiva

Il livello di vitamina D in pazienti trattati per un linfoma diffuso a grandi cellule B è fortemente associato alla progressione della neoplasia e alla sopravvivenza complessiva: l'importante risultato è stato illustrato all'annuale convegno dell'American Society of Hematology tenutosi a New Orleans, negli Stati Uniti.Com'è noto, la vitamina D è un gruppo di pro-ormoni prodotto dalla pelle esposta alla radiazione solare o ottenuto con l'assuzione di alimenti che ne sono ricchi o con la supplementazione. La sua azione benefica per la salute e in particolare protettiva nei confronti di alcune forme tumorali è stata evidenziata da numerosi studi ma, come hanno sottolineato gli autori di quest'ultimo studio, in questo caso l'evidenza è molto più forte che in passato.“Si tratta di risultati preliminari – ha spiegato Matthew Drake, endocrinologo della Mayo Clinic di Rochester, coautore dello studio – e devono essere confermati da altre ricerche. "Tuttavia sollevano la questione se la supplementazione con vitamina D possa essere utilizzata come adiuvante nel trattamento di queste forme tumorali”.Nel corso dello studio, condotto dai ricercatori della Mayo Clinic e della Università dell'Iowa e finanziato dal National Cancer Institute degli Stati Uniti, sono stati considerati 374 pazienti con recente diagnosi di linfoma diffuso a grandi cellule B, trovando che il 50 per cento di essi aveva bassi livelli basali di vitamina D. I pazienti con livelli di vitamina D deficitari, in particolare, mostravano un rischio di progressione della malattia 1,5 volte più alto e un rischio di morte doppio rispetto ai pazienti con livelli ottimali."Il ruolo esatto della vitamina D nell'insorgenza del tumore non è nota finora, ma sappiamo che essa svolge un ruolo nella regolazione della crescita e della morte cellulare, oltre che in altri processi importanti per limitare il tumore”, ha aggiunto il ricercatore. “È abbastanza facile mantenere livelli di vitamina D ottimali con una supplementazione poco costosa o con soli 15 minuti di esposizione al sole tre volte alla settimana durante l'estate”. (fc,da Le Scienze.it)

SOCIETA'
L'invisibilità dei disabili
6 dicembre 2009
Nel mondo ci sono 650 milioni di disabili. Otto su dieci vivono nei paesi poveri, dove l’accesso ai servizi sanitari di base è limitato o inesistente. La rivista medica The Lancet dedica un dossier speciale all’argomento in occasione della giornata internazionale per i diritti dei disabili, il 3 dicembre.
La disabilità colpisce il 10 per cento della popolazione globale e il 20 per cento di quella nei paesi in via di sviluppo. Uno s
tudio condotto dal King’s college di Londra in sette paesi a basso e medio reddito (Cina, India, Cuba, Repubblica Dominicana, Venezuela, Messico e Perù) rivela che la principale causa di disabilità tra gli anziani è la demenza (25 per cento). L’ictus è al secondo posto (11,4 per cento), seguono la menomazione degli arti (11 per cento) e la depressione (8 per cento).
I problemi alla vista, considerati dall’Organizzazione mondiale della sanità la forma più frequente di disabilità, concorrono solo per il 7 per cento dei casi. Ma il problema non colpisce solo gli anziani. Da un’indagine campione dell’Unicef condotta in 18 paesi su 200mila bambini tra i due e i nove anni è emerso che il 23 per cento è disabile. La condizione è più frequente tra i bambini con problemi di nutrizione o che sono sottopeso, e tra quelli che non sono stati seguiti con attività di apprendimento nella prima infanzia e che non vanno a scuola.(fonte the lancet,internazionale.it)
SCIENZA
Le previsioni del tempo
12 novembre 2009
In futuro le previsioni del tempo potrebbero diventare più affidabili. Secondo New Scientist, è stata provata l’idea che l’atmosfera terrestre è governata da leggi relativamente semplici. Già ottanta anni fa il matematico britannico Lewis Fry Richardson aveva ipotizzato che si potesse prevedere il comportamento delle masse d’aria attraverso i frattali.
Questi strumenti matematici descrivono bene alcune strutture della natura, come per esempio la linea di una costa frastagliata. A prima vista può sembrare molto complessa, ma a uno sguardo più attento rivela lo stesso aspetto su scale diverse. Molte altre strutture, come il cavolfiore o le foglie delle felci, condividono questa caratteristica, che può essere espressa con una singola funzione.
L’applicazione dei frattali ai fenomeni atmosferici non ha però portato i risultati sperati e l’idea di Richardson è stata abbandonata. Ma all’inizio di quest’anno due ricercatori, Shaun Lovejoy e Daniel Schertzer, hanno usato con successo una variante dell’idea originaria, quella dei multifrattali. Analizzando i dati sulla pioggia raccolti dal satellite Trmm, hanno trovato che un insieme di singole equazioni riusciva a descriverne la struttura. Adesso pensano di integrare i modelli esistenti, per ottenere previsioni affidabili anche su scale di pochi chilometri.(da New Scientist fonte Internazionale.it)
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